IL MIO VIAGGIO NEL COLORE Sono sempre stata affascinata dai colori. Essi mi trasmettono una profonda emozione ed hanno un ruolo fondamentale nella mia pittura. Proprio per questo,nel corso degli anni,il mio rapporto con il colore si è notevolmente trasformato sia sul piano dellagiustapposizione dei colori, sia su quello della scelta dei colori e delle tonalità, sia, infine, sulla valenza emozionale dei coloristessi. Nei primi anni ho steso i colori con il pennello privilegiando superfici piatte e dando forma e volume attraversol’accostamento di porzioni di spazio monocromatiche ma di varia luminosità (Bischeri di padule). Ne sono risultati lavori piuttosto raffinati dai toni pacati dei verdi oppure dei blu o dei gialli. Nel corso degli anni poi la pennellata si è fatta più densa e vibranteacquisendo così maggiore intensità ed immediatezza anche per merito dei primi colpi di spatola che intervenivano con decisione sulla base più piatta. E la spatola, in breve tempo, è divenuta protagonista: strumento privilegiato sia per campiture dilaganti(Maremma), sia per aree mosse e complesse (Sotto il cielo blu: gerani e Gioia di inabissarsi), sia per dettagliati giochimonocromatici in cui il diverso andamento della spatola crea volume, movimento ed andamento (Acqua viva). Anche per quantoriguarda la scelta dei colori il viaggio è stato lungo e complesso. Ho usato di tutto: colori a cera, pastelli, spray, acrilici, colori davetro e da ceramica, addirittura vernici a smalto ma è rimasto soltanto il colore ad olio. È duttile, è setoso, è morbido. Sotto laspatola è vivo e così dipingere diviene un fatto vitale perché ci vuole decisione e leggerezza; bisogna assecondare il gioco deicolori che vogliono mescolarsi oppure costringerli a rimanere sé stessi, puri nella loro unicità. Il mio segreto è: una spatola epochi colori ad olio. In pratica cinque soli colori per tutti i colori del mondo a cui talvolta aggiungo un po’ di oro. Ma i colori hannomolte vibrazioni, anzi direi tutte le vibrazioni della vita. Certe volte la vita è più ricca, più viva e così le tele sono piùintensamente policrome (Ridondanze primaverili), certe volte è un sentimento, uno stato d’animo che predomina e le tele sifanno monocromatiche (Sinfonia di gialli, Luce lunare sulle colline, Pace tra gli abeti), altre volte un colore diviene dominante perla sua forza dirompente come il giallo–vita dei girasoli (Girasoli nella notte).Il ritmico, inarrestabile ed imprevedibile andare delle onde, l’ammiccare luminoso delle stelle, il fremito del vento che attraversail bosco. Stupiti ci lasciamo catturare dalla spettacolarità multiforme del creato.In uno scampolo di prato scopriamo miriadi di fiori. Piccoli, umili, dispersi, talvolta sconosciuti. Ma bellissimi. Un dono. Il Donoche ci fa vibrare di gioiosa riconoscenza. E allora la spatola “gioca” sulla tela con i gialli ed i blu. Ne nascono mondi avvolti dauna luce verde azzurra. Su essi campeggiano alcune corolle colorate. Un frammento di mondo emerge, lacerandolo, dall’oroquasi a ricordarci che tutto è Dono (Il Dono: rose rosse). Ma il colore che più di ogni altro è stato vissuto ed interpretato è il nero.Nel ‘94 posi del nero acrilico come base sulla tela e su tale base dipinsi dei paesaggi e dei fiori (Plenilunio). Talvolta lasciaidelle porzioni di nero che via via si riducevano fino a scomparire come nella serie Attraverso il nero. Ed il nero aveva il valoreemblematico del negativo (il cui polo massimo è la morte) che irrompe nella vita quotidiana e la lacera (Attraverso il nero 1, 2, 3, 4). Ed allora quel nero viene progressivamente respinto ai margini dalla volontà di accettarlo, ma rifiutandosi di soccombere adesso mantenendo perciò i colori della vita separati da quel nero che, altrimenti, avrebbe reso grigio il mondo. Poi anche il neroha cessato di essere così fatalmente nero e si è ammorbidito divenendo somma indistinta di giallo, di rosso e di blu. Ed ètornato a fare da base ma steso a spatola e venato d’oro quasi ad indicare che anche il fluire indistinto del tempo–vita ha unasua sacralità poiché è il fondale su cui le stagioni della vita possono essere protagonista: l’estate in arancio e blu (Fiori arancio, ombre blu), l’autunno in giallo e viola (Autunno in giallo e viola), l’inverno in caldi biancori (Improbabile nevicata) e la primaverain rosso e verde (Come rossi sortilegi).Il ciclico fluire delle stagioni è un motivo ricorrente nella mia pittura poiché sento in questo ininterrotto andare il potere diesorcizzare la stessa morte. Noi tutti avvertiamo lo scorrere del tempo e vorremmo catturare un attimo fugace e renderlo eterno. È questo il tempodell’arcobaleno, degli effimeri fiori, delle nuvole che fuggono alte nel cielo (Inquietudine e serenità).È questo l’attimo in cui il sole scompare (Ancora un attimo). Ancora più emblematico un altro nero: un grumo nero, indistintasomma dei tre colori fondamentali, si smaglia e dal suo cuore fuoriescono tutti i colori che recuperano la loro identità. E allora ilnero ricorda che non dobbiamo essere una massa indistinta ma individui–colore belli perché diversi, belli perché unici, belliperché vivi e vitali. Grazie alla luce che entra ad animarli (Dal cuore del nero la gioia dei colori). Recentemente la mia sensibilità espressiva mi ha portato a impregnare, ancor più, di emozioni che rendono lirici i paesaggi. icolori sono più sfumati, i particolari si perdono nella nebbia o in un approccio più informale. si notano atmosfere nate daallusioni, da segni che suggeriscono ma non raccontano. la mia spiritualità si esprime nell'interiorità emergente in suggerimentiarcani, nella magia rarefatta dei colori ( Verso il cielo ).EnglishEspañol