LAURA FERRETTI E GLI ETRUSCHI Laura Ferretti e gli Etruschi: l'artista fa riferimento a "radici profonde",  all'attrazione intensa che ha sempre avvertito verso questo popolo  armonioso e misterioso e con una "ondata" ci ha saputo ricondurre a un passato lontanissimo, in luoghi illuminati dai fiori dei nostri prati,  rigogliosi sopra le tombe e nei nostri paesaggi ameni dove gli Etruschi  "esplodevano" la loro vita e la loro morte.   E il suo "Progetto pittorico" (l'infinitamente piccolo e l'infinitamente  grande) si è svolto compunto, ma percorrendo l'universo esoterico  etrusco, così avvincente ed attanagliante.   Ogni opera è un "frammento", un frammento di quei reperti splendidi  che la Ferretti riesamina e fa "parlare" all'anima di chi osserva con  accenti nuovi, quasi a voler esorcizzare l'enigma del tempo.   Ed è uno snodarsi di messaggi; questa mostra è culla di ricordi, orma di luoghi e di affetti rivisitati e in tutto si avverte una giusta fonte di  emozionalità, perché è "ministoria" di una "macrostoria" avvincente per  cercar di riappropriarsi di una identità antica, in desiderio quasi  spasmodico e lancinante. Sono ben Venticinque le tele di questo percorso sottile di indagine e di  osservazione accurata per ricercare una storia, appunto, la nostra e  "volare" aldilà del tempo per la conoscenza di sé e di tutta la  contemporaneità, così da poter affermare che, dopo aver attuato un  cammino psicoanalitico, si può parlare di "seconda nascita". E' questa la volontà dell'artista? A noi sembra così, attraverso questa  pittura che, rivisitando il passato, diviene linfa vitale, voce ferma e  pacata di anima e di pensiero, istantanea motivazione remota capace di  dipanare sentieri introspettivi autentici con un'intonazione meditativa  che sa cogliere perfettamente il pensare e il sentire per riscattarsi della  quotidianità e dall'usuale.               Giuseppina SCOTTI               Laura FERRETTI English Español