GLI ETRUSCHI E IL LORO MONDO NELLE TELE DI LAURA FERRETTI La bella e significativa mostra itinerante  “Profonde radici: gli Etruschi e il loro mondo” di  Laura Ferretti sulla vicenda storica e culturale  della civiltà etrusca si caratterizza per due  meritori percorsi narrativi e artistici: l’aver saputo,  cioè, rintracciare nel grande libro storiografico gli  aspetti sollecitanti e anticipatori della lezione  etrusca. L’armonia fra l’uomo e la natura, l’amore per gli  animali, il ruolo paritario e non marginale della  donna, la creatività estetica dei monili e dei  gioielli, la solarità festosa delle nozze, la  sacralità della morte. L’insieme di questi frammenti ha emozionato  Laura che li ha sentiti vivi tanto da sentire il  bisogno di trasmettere questa sua interiore  sensazione.Di offrire a chi guarda uno strumento  per riscoprire le profonde e antiche origini.   Il secondo percorso è di taglio stilistico: la Ferretti ha originalmente inventato il mezzo espressivo mirato ad organizzare i  contenuti, a renderli vitali e coinvolgenti. Di qui i rapporti aurei, il dinamismo, la spirale come espressione dinamica e, al tempo  stesso, come raccordo temporale: una sorta di pergamena del passato che si srotola davanti allo spettatore con la sigla di una  attualità che trova nell’espressione artistica la sua fonte sorgiva. A conclusione di questa nota critica intendo richiamare il  filosofo Schopenhauer e lo scrittore Oscar Wilde per i quali l’arte rappresenta il momento sublimante che acquieta il tumulto  delle passioni e il senso di smarrimento e di infelicità. Tutto questo denota che, dal modello ellenico a quello etrusco, l’arte è  giunta fino a noi come messaggio universale che Laura Ferretti ha ingentilito con un soffio di trascinante poesia. Prof.  Giovanni LOMBARDI English Español